Un giovane di Lovanio, Philippe de Winghe, in giro per un viaggio nell’ultimo quarto del XVI secolo, copiò un certo numero di iscrizioni a Roma e nelle principali città d’Italia. Il manoscritto di queste note, mai pubblicate, comprende intorno alle 300 pagine e le iscrizioni sembrano essere state rilevate con molta fedeltà. Sul recto del foglio 22 sono riportate delle iscrizioni copiate, sembra, “in musino S. Maria de Navicolla” (sic). In alto e a destra si vedono due disegni di organi idraulici. Quello di sinistra non è che un elemento di confronto, dato che il Winghe vi scrisse di fianco “sic extat in nummo Caracallae et in alio Neronis“, facendo allusione a due dei medaglioni contorniati già studiati sopra. A destra si trova quello che figurava sull’iscrizione.
La cisterna ad acqua rettangolare è ornata da una modanatura lungo la sua circonferenza, e riposa su una base a doppio gradino. Il somiere è costituito da due porzioni sovrapposte e supporta dieci canne di taglia decrescente da destra a sinistra, a loro volta mantenute da una barra trasversale obliqua; vicino ai loro piedi è visibile una linea parallela al somiere che sembra costituita dalle loro imboccature. Né pompe né leve sono presenti. In basso e a sinistra dell’organo è disegnata una colomba che tiene nel becco un ramo d’ulivo, sopra la quale si legge la seguente iscrizione: “CEKOYN INOIC SECUND(UM) INOIC“, il cui significato ci sfugge: forse potrebbe essere in rapporto alla famiglia gallo-romana dei Secundini.
Probabilmente si tratta della tomba di un organista cristiano.