Organarium raccoglie le prime fonti dell’organo antico e medievale e le restituisce con il minimo di mediazione possibile. Non propone una tesi sull’organo e cerca di non aggiungere strati interpretativi alle fonti: riporta ciascuna testimonianza con i propri dati verificati – epoca, luogo, provenienza, conservatore, condizioni d’uso – e lascia che l’inferenza, le connessioni e le ipotesi restino agli studiosi che la consulteranno. Dove la fonte non consente certezze, l’incertezza viene dichiarata anziché risolta.
Il repertorio è organizzato in due raccolte e in due chiavi di accesso trasversali.
Parallelamente si è lavorato sulla Datavisualization, realizzando filtri di visualizzazione che consentono l’analisi di sottogruppi di dati, sia attraverso la visione d’insieme che nelle timeline e visualizzazione geografiche in maniera da rendere visibile la disposizione geografica delle fonti

Iconografia
La raccolta delle fonti iconografiche segue l’organo dalle sue prime testimonianze materiali fino alle soglie dell’età moderna: dalle terrecotte e dai mosaici che attestano l’hydraulis greco-romano, ai sarcofagi, alle lampade, ai vasi e ai contorniati tardoantichi, fino alla lunga stagione delle miniature medievali – salteri, libri d’ore, scene di David musico, angeli organisti – e alle testimonianze scultoree e pittoriche fino al Cinquecento. Ogni scheda registra datazione, ubicazione, fonte e crediti, ed è filtrabile per categoria dell’opera, materiale e tecnica.
Trattati
La raccolta delle fonti testuali documenta il pensiero tecnico e teorico sullo strumento: dalla descrizione vitruviana dell’organo idraulico di Ctesibio e dalla Pneumatica di Erone di Alessandria, ai riferimenti tardoantichi, fino ai trattati medievali sulla misura delle canne e sulla costruzione dell’organo – da Gerlando e dal De Mensura Fistularum a Teofilo, Aribone, Giovanni Cotton ed Engelberto di Admont. Ogni fonte è introdotta da una sintesi essenziale del contenuto.

Come è stata costruita la ricerca
Il repertorio è l’esito di un processo di lavoro strutturato,non di una compilazione. Le fasi che lo hanno prodotto:
1
Base bibliografica. È stata raccolta e selezionata una bibliografia scientifica di riferimento sull’organo antico e medievale (tra gli altri Perrot, Williams, Apel, Bittermann, Caldwell, Bowles, Marshall, Montagu, Catalunya), che costituisce il fondamento documentario del lavoro.
2
Individuazione delle prime fonti. Dalla letteratura sono state estratte le più antiche attestazioni dello strumento, distinguendo le fonti primarie – iconografiche e testuali – dai loro studi.
3
Schedatura controllata. Ogni fonte è stata catalogata in un archivio a campi fissi: datazione, ubicazione, ente conservatore, fonte, condizioni d’uso dell’immagine, didascalia, con uno stato di lavorazione tracciato fino alla versione
definitiva.
4
Verifica dei diritti e della provenienza. Per ciascuna testimonianza sono state accertate licenza (Creative Commons, pubblico dominio) e provenienza, richiedendo agli istituti le autorizzazioni quando necessario. In assenza di riproduzione utilizzabile, la condizione viene dichiarata e gestita con soluzioni esplicitate come tali.
5
Controllo e revisione. I contenuti sono sottoposti a un passo di verifica formale: gli errori – di datazione, ubicazione, provenienza, unità di misura – vengono classificati per gravità e corretti per confronto con la fonte primaria e con la letteratura specialistica.
6
Pubblicazione e consultazione. Il materiale verificato confluisce nel repertorio pubblico e nelle sue chiavi di accesso (mappa e timeline), pensate per durare e restare consultabili nel tempo.
