Questi passi del De musica di Engelberto di Admont contengono riflessioni teoriche sul lessico musicale medievale e sull’organizzazione delle consonanze e dei toni negli strumenti musicali. Il testo distingue il significato dei termini organum e instrumentum e fa riferimento alla disposizione dei tasti e delle voci negli organi secondo il sistema teorico della musica medievale.
CAPITOLO III – Sui tre modi di insegnare e apprendere la musica.
[…] Bisogna tuttavia notare, per non cadere in equivoci o dubbi terminologici, che sebbene organum e instrumentum siano spesso usati come sinonimi, essi differiscono propriamente in questo: si definisce organum lo strumento che è mosso per parlare o cantare ed è messo in funzione dalla natura, come le membra per la generazione e l’emissione della voce umana, quali il cuore, i polmoni, le labbra, la lingua, i denti e la gola. Si definisce invece propriamente instrumentum ciò che è mosso per produrre suoni ed è messo in funzione dall’arte e dall’uso, come la lira e il flauto (fistula), il salterio, la cetra e simili. […]
CAPITOLO XI – Sui sette luoghi di variazione degli inizi e delle terminazioni dell’ordine delle sei voci nella mano musicale.
[…]. L’utilità di considerare e annotare le distinzioni tra queste iniezioni (attacchi) e terminazioni attraverso i luoghi e le lettere sopra citate consiste nel fatto che, come le suddette voci e i loro inizi e fini variano secondo sette modi passando da una lettera e da un luogo a un’altra lettera e a un altro luogo — come già si è visto — sia salendo sia scendendo, così allo stesso modo variano anche gli inizi e le terminazioni delle consonanze. Di conseguenza, anche gli inizi e le terminazioni dei sette toni musicali variano secondo la stessa logica, attraverso intervalli di di tono e semitono, e di quarta (diatessaron) e quinta (diapente), sia ascendenti sia discendenti nel canto musicale, come si vedrà più avanti. Per questo Aribo afferma nella sua Musica che alcuni non hanno considerato un ottavo tono, perché hanno osservato che esso procede quasi con la stessa modulazione del primo, poiché sale e scende secondo la stessa specie di ottava (diapason) del primo, come si dirà più avanti. La considerazione di questi inizi è inoltre utile per stabilire negli strumenti musicali (organi) l’ordine e la sufficienza dei tasti, nonché il punto di partenza da quelle lettere nelle quali ha inizio l’ordine delle voci, come da C fa ut nel registro grave, da cui prende avvio anche la disposizione degli spazi e delle linee nei libri di musica notata. Il resto riguardo a queste voci e alle loro mutazioni, poiché è comune e ben noto ai principianti nello studio della musica, viene qui omesso: per noi è infatti sufficiente esporre in generale le cause e le ragioni delle regole particolari. […]