repertorio dell'organo antico e medievale

Patrologiæ Cursus Completus

Data: 950 d.C.
Edizione: Curata da Jacques-Paul Migne . Tomus CXXXVII (Volume 137), Series Secunda, Parigi nel 1853
Autore: Raccolta di scritti di diversi “Padri, Dottori e Scrittori ecclesiastici”
Provenienza:

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Questi passi della Patrologia Latina contengono riferimenti all’organo e agli strumenti musicali nel contesto della cultura ecclesiastica medievale. I testi menzionano sia aspetti costruttivi e sonori dell’organo, sia il suo impiego simbolico, liturgico e musicale all’interno della tradizione cristiana medievale.

EPISTOLA WOLSTANI MONACHI WENTANI AD ELFEGUM WENTANUM EPISCOPUM. LIBRO DE VITA S. SWITHUNI PRÆFIXA, IN QUA MULTA DE SANCTO ETHELWOLDO.

…Al suo posto subito subentrò la vostra autorità, che con animo vigile portò a termine l’opera iniziata; inoltre vi preoccupaste di aggiungere cripte nascoste, costruite con tale ingegno quasi dedaleo, che chiunque vi entri senza conoscerle non sappia da dove venga né dove rivolgere il passo.

Vi sono luoghi in cui si celano nascondigli segreti da ogni parte: le loro coperture sono aperte, ma all’interno si nascondono caverne; l’ingresso è visibile, ma l’uscita pure — e chi non le conosce le crede prive di luce; nella notte oscura sembrano immerse nell’ombra, eppure possiedono la luce nascosta del sole. Quando questo sorge e i primi raggi si diffondono, Lucifero (la stella del mattino) entrando sparge ovunque la sua luce e penetra tutte le cavità con il suo splendore, finché il sole cade nell’Oceano occidentale.

Sopra queste strutture si erge una costruzione che sostiene il sacro altare e le pie reliquie dei santi, disposte con ordine; e in molteplici modi permane una cara e utile copertura, che porta ciò che è esterno e protegge ciò che è interno.

Avete inoltre realizzato qui organi tali che in nessun luogo se ne vedono di simili, costruiti su una doppia base: sopra sono disposti in ordine dodici mantici, e sotto giacciono altri quattordici; essi producono potentissimi flussi d’aria alternati, azionati da settanta uomini robusti, che muovono le braccia grondanti di sudore e si incitano a vicenda affinché con tutte le forze spingano l’aria verso l’alto e la cassa, piena nel suo ampio ventre, ruggisca; essa sola sostiene ordinatamente quattrocento canne (voci), che la mano dell’organaro governa con perizia; egli le apre quando sono chiuse e le richiude quando sono aperte, così da produrre con precisione i diversi suoni musicali…

…Due confratelli, uniti da perfetta concordia, siedono insieme, e ciascuno governa la propria “tastiera” (ordine dei suoni). Vi sono quaranta fori nascosti nelle canne, e ciascun gruppo ne conserva dieci nel proprio ordine. Alcuni flussi scorrono da una parte, altri ritornano dall’altra, assegnando a ogni suono la sua posizione secondo precise misure.

E producono il giubilo dei sette intervalli sonori, mescolato al canto lirico del semitono. Come un tuono, la voce di ferro percuote le orecchie, così che nulla si percepisce se non quel solo suono.

Il fragore rimbomba tanto, risuonando da ogni lato, che ciascuno è costretto a chiudersi le orecchie con le mani, non riuscendo affatto a sopportare, da vicino, il ruggito che i diversi suoni producono frastuonando insieme. E la melodia delle “Muse” si ode ovunque per la città, e la sua fama si diffonde volando per tutta la regione.

Questa gloria della Chiesa la tua cura consacrò al Dio tonante, e la edificò in onore di Pietro, il sacro Clavigero…

ORDINES MINORES SUSCIPIT. LECTIONI ET SCIENTIIS DAT OPERAM.

Egli, dico, coltivò con cura queste discipline, riconoscendo in esse una grande e stabile perfezione; e sebbene eccellesse splendidamente in tutte queste arti, tuttavia tra la moltitudine di quelle che riguardano la musica rivendicava con una particolare inclinazione quella che si esercita mediante strumenti, come Davide, prendendo il salterio, percuotendo la cetra, modulando gli organi, toccando i cembali; ma non come coloro la cui inerzia e ozioso lusso il nostro profeta pastore rimprovera: “Voi che dormite su letti d’avorio e vi abbandonate sui vostri giacigli, che mangiate l’agnello del gregge e i vitelli della mandria, che cantate al suono del salterio come Davide, hanno creduto di possedere strumenti musicali, mentre bevono vino in coppe”.

HISTORIA PASSIONIS SANCTE AGNETIS VIRGINIS ET MARTYRIS.

Tale infatti è il mio amico, che amo, e che riconosco essere l’unico, tra tutti, degno di essere venerato; egli, proprio così, mi ha presa in sposa come pegno del suo amore, adornandomi come una sposa con una splendida corona, e cinse il mio collo con preziose gemme, e appese alle mie orecchie splendenti orecchini, offrendomi ornamenti splendidi e vari.

La sua dolcezza sgorgò dalla sua bocca, e mi nutrì e mi alimentò con dolce cibo, come il nettare del miele o l’abbondanza del latte.

Inoltre mi costruì per sempre una dimora nuziale, splendente di gemme varie e di metalli d’oro, nella quale gli organi risuonano con melodie armoniose.