La scena rappresentata si avvicina alla precedente: si è di nuovo a teatro. Il medaglione è ovale, in cui vi si scorgono due persone in costume d’attore: quella di destra, rivestita di una lunga tunica senza maniche, regge nella mano sinistra un doppio tirso e brandisce vittoriosamente nella destra una maschera teatrale, l’altra, di taglia nettamente inferiore, sembra essere un adolescente. Egli porta un lungo vestito che gli ricopre le gambe e una tunica a maniche. Con la mano sinistra serra una specie di rotolo, presentando contemporaneamente nella destra una gran palma, emblema di vittoria, all’attore dalle sembianze trionfanti.
Tra i due personaggi e in primo piano nella scena è collocato al suolo un piccolo strumento a canne, e in questo caso si tratta senza alcun dubbio di un vero organo. Un somiere relativamente spesso e ornato di linee decorative supporta sette canne di altezza decrescente da sinistra a destra, mantenute da una barra leggermente obliqua senza visibili montanti laterali. La tastiera non è raffigurata, sia che si trovi dall’altra parte del somiere, sia cosa del tutto probabile che l’artista abbia giudicato inutile rappresentarla in un formato così ridotto.
Il somiere riposa su una base rettangolare un poco meno larga e appena più alta. Forse che questa base corrisponde alla cisterna ad acqua e si tratta di un organo idraulico? Oppure essa è solo un semplice zoccolo e lo strumento un piccolo “pneumatico” alimentato da mantici e corrispondente alle definizioni di Polluce e di Sant’Agostino? Pensiamo si debba prendere in considerazione la prima ipotesi. Se, come sembra, l’assenza dei mantici non è argomento bastante per eliminare la seconda, l’esistenza di una tale base non si può giustificare se non la si assimila all’”arca””, ossia al serbatoio per l’acqua. Noteremo d’altronde la somiglianza dello strumento qui raffigurato con quello del vaso di Rheinzabern e non bisogna altresì dimenticare le vaste proporzioni di un teatro greco-romano, le quali si sarebbero male adattate ai suoni minuti e incerti di un piccolo strumento sprovvisto di un compressore idraulico. Il medaglione porta la seguente iscrizione: “NICA PART(HE)NOPAEE“. Questo voto di vittoria all’indirizzo dell’attore Partenope, con la palma presentata allo stesso, implicano l’idea del concorso e questa terracotta, come i contorniati, è probabilmente un portafortuna.
Il medaglione d’Orange
© Musée d’Archéologie nationale, Dist. GrandPalaisRmn / Loïc Hamon
Data:
tra II e III secolo d.C.
Ubicazione:
Museo Archeologico di Saint-Germain-en-Laye, Francia
Autore:
Anonimo
Tecnica e materiali:
Terracotta modellata (uso da contorniato)
Dimensioni:
10 x 11,3 cm (assi minore/maggiore)
Provenienza:
Orange, Provenza
Fonti:
L’organo ellenistico-medioevale di Jean Perrot