repertorio dell'organo antico e medievale

Il Manoscritto di Cividale del Friuli (il salterio di Santa Elisabetta)

unknown artist, circa 1201-1208, Germany, Public domain, via Wikimedia Commons

Data: primo terzo del XIII secolo
Ubicazione: Museo Archeologico di Cividale del Friuli
Autore: Anonimo
Tecnica e materiali: Miniatura (penna e inchiostro, tempera e foglia d’oro su pergamena)
Dimensioni: Non documentate
Provenienza:

Non documentata

È sempre attorno al re David che sono riuniti diversi strumentisti in questo documento datato generalmente al primo terzo del XIII secolo: vi si notano un suonatore di cornetto, un violista, un cimbalista che suona seduto tenendo un martelletto in entrambe le mani, e un organista.
Questi, rivestito di un lungo abito, è assiso su un sedile ornato. Con la mano sinistra verso lo strumento afferra un tasto per mano in atto evidente di tirarlo o di risospingerlo; a causa di un difetto di prospettiva nel disegno i due addetti tiranti sono raffigurati su due fianchi del somiere, essendo seduti sul due lati opposto. Sono presenti undici canne mantenute da una barra orizzontale e l’errore prospettico impedisce di decidere se le acute siano a destra oppure a sinistra rispetto all’organista. La canna più grande supera del doppio l’altezza della più piccola; le bocche non sono disegnate. Il somiere, che sembra costituito per giustapposizione di due grandi assi di legno (ancora la medesima tecnica del monaco Teofilo), si appoggia su due alte colonne di robusto aspetto tra cui passa il portavento ricurvo terminante in un conflatiorium.
In questo sono innestate le imboccature di due grossi mantici di aspetto sorprendentemente moderno, con la loro larga valvola d’immissione e la rispettiva articolazione in cuoio. Entrambi vengono azionati, uno per mano, da un solo addetto il cui atteggiamento sorridente fa pensare a un lavoro non gravoso. Confrontandola con la taglia dei musicisti, la lunghezza dei mantici raggiunge almeno il metro.
Da notare infine che l’organista sembra essere posizionato al di fuori della scena in cui avviene il concerto.