Questi passi dei commenti ai Salmi di Agostino d’Ippona contengono riferimenti agli strumenti musicali menzionati nella tradizione biblica, tra cui organo, salterio, cetra, timpano e cembali. Il testo chiarisce l’uso del termine organum nella tarda antichità e distingue l’organo azionato mediante mantici dagli altri strumenti musicali a corde e a fiato.
Salmo 150
- «Lodatelo con il suono della tromba» (v. 3): a motivo della straordinaria chiarezza del suono della loro lode. «Lodatelo con il salterio e la cetra». Il salterio loda Dio a partire dalle realtà superiori, la cetra lo loda a partire da quelle inferiori; intendo dire, dalle cose del cielo e da quelle della terra, come Colui che ha creato cielo e terra. Abbiamo già spiegato in un altro salmo che il salterio ha la tavola su cui poggia la serie delle corde posta in alto, affinché produca un suono migliore, mentre la cetra la ha in basso. «Lodatelo con il timpano e con il coro» (v. 4). Il «timpano» loda Dio quando la carne è ormai trasformata, così che in essa non vi è più alcuna debolezza della corruzione terrena. Infatti il timpano è fatto di pelle essiccata e resa resistente. Il «coro» loda Dio quando la comunità, resa pacifica, lo loda. «Lodatelo con le corde e con l’organo». Sia il salterio sia la cetra, già menzionati sopra, hanno corde. Ma «organo» è un nome generale per tutti gli strumenti musicali, sebbene l’uso abbia ormai stabilito che siano chiamati organi in modo particolare quelli che funzionano con mantici; tuttavia non penso che qui si intenda questo tipo. Poiché «organo» è una parola greca applicata in generale, come ho detto, a tutti gli strumenti musicali, quello strumento a cui si applicano i mantici è chiamato dai Greci con un altro nome; ma il fatto che sia chiamato organo è piuttosto un uso latino e colloquiale. Quando dunque egli dice «con le corde e con l’organo», mi sembra che abbia voluto indicare uno strumento dotato di corde. Infatti non sono solo i salteri e le cetre ad avere corde; ma poiché nel salterio e nella cetra, a causa del suono che proviene dalle realtà inferiori e superiori, si è trovato qualcosa che può essere compreso secondo questa distinzione, egli ci ha suggerito di cercare un altro significato nelle corde stesse: esse infatti sono anch’esse carne, ma ormai liberata dalla corruzione. E forse a queste ha aggiunto l’organo per indicare che non suonano ciascuna separatamente, ma insieme in una grandissima armonia nella diversità, così come sono disposte in uno strumento musicale. Poiché anche allora i santi di Dio avranno le loro differenze, concordi e non discordanti, cioè in accordo e non in disaccordo, proprio come la più dolce armonia nasce da suoni che sì differiscono, ma non sono opposti tra loro.
- «Lodatelo con cembali armoniosi, lodatelo con cembali di giubilo» (v. 5).
I cembali si toccano tra loro per produrre suono, e perciò da alcuni sono paragonati alle nostre labbra. Ma io ritengo meglio intendere che Dio, in certo modo, è lodato mediante i cembali quando ciascuno è onorato dal proprio prossimo, non da sé stesso; e così, onorandosi a vicenda, rendono lode a Dio. Ma affinché nessuno intenda tali cembali come strumenti privi di vita, penso che egli abbia aggiunto «con cembali di giubilo». Infatti il «giubilo», cioè una lode ineffabile, non procede se non dalla vita.
E non credo di dover tralasciare ciò che dicono i musicisti, cioè che esistono tre tipi di suono: per voce, per soffio e per percussione. Per voce, quando il suono è emesso dalla gola e dalla trachea, quando l’uomo canta senza alcuno strumento; per soffio, come nel flauto o in strumenti simili; per percussione, come nella cetra o strumenti dello stesso genere. Nessuno dunque di questi tipi è qui omesso: vi è la voce nel coro, il soffio nella tromba, la percussione nella cetra, a rappresentare mente, spirito e corpo, non in senso proprio, ma per similitudine.
Quando dunque egli dice: «Lodate Dio nei suoi santi», a chi lo dice se non a loro stessi? E in chi devono lodare Dio se non in sé stessi? Poiché voi, dice, siete «i suoi santi»; voi siete «la sua forza», ma quella che egli ha operato in voi; voi siete «le sue opere potenti e la grandezza della sua magnificenza», che egli ha compiuto e manifestato in voi. Voi siete «tromba, salterio, cetra, timpano, coro, corde e organo, cembali di giubilo che risuonano bene», perché risuonano in armonia. Tutto questo siete voi: non si pensi qui a nulla di vile, nulla di transitorio, nulla di ridicolo.
E poiché il vivere secondo la carne è morte, «ogni spirito lodi il Signore» (v. 6).
Salmo 56
I miracoli e le passioni di Cristo riempiono il Vangelo.
[v. 9.] Sorgi, mia gloria. Colui che era fuggito davanti a Saul nella caverna: sorgi, mia gloria, sia glorificato Gesù dopo la passione. Sorgi, salterio e cetra. Che cosa chiama a sorgere? Vedo due strumenti, ma vedo un solo corpo di Cristo: una sola carne è risorta, e due strumenti si sono levati. Uno dunque è il salterio, l’altro la cetra. Si chiamano strumenti tutti gli strumenti musicali. Non solo si chiama “organo” quello grande che si gonfia con i mantici; ma tutto ciò che è adatto al canto ed è corporeo, ciò di cui si serve chi canta, si chiama strumento.
Questi strumenti però sono distinti tra loro; e voglio, per quanto il Signore mi concede, mostrarvi come sono distinti, perché sono distinti e perché a entrambi si dice: “Sorgi”. Abbiamo già detto che una sola carne del Signore è risorta; e si dice: “Sorgi, salterio e cetra”. Il salterio è uno strumento che si tiene con le mani di chi lo percuote e ha corde tese; ma quella parte da cui le corde ricevono il suono, quel legno cavo che vibra al tocco perché raccoglie l’aria, il salterio lo ha nella parte superiore. La cetra invece ha questo legno cavo e risonante nella parte inferiore. Dunque nel salterio le corde ricevono il suono dall’alto; nella cetra invece le corde ricevono il suono dal basso: questa è la differenza tra salterio e cetra.
Che cosa dunque rappresentano per noi questi due strumenti? Cristo Signore nostro Dio risveglia il suo salterio e la sua cetra e dice: “Mi leverò all’aurora”. Credo che qui ormai riconosciate il Signore che risorge. Leggiamo nel Vangelo: osservate l’ora della risurrezione. Fino a quando Cristo fu cercato tra le ombre? È sorta la luce: sia riconosciuto; è risorto all’aurora.
Ma che cos’è il salterio? che cos’è la cetra? Per mezzo della sua carne il Signore ha compiuto due generi di opere: i miracoli e le passioni. I miracoli vennero dall’alto, le passioni dal basso. Infatti i miracoli che compiva erano divini; ma li compiva attraverso il corpo, attraverso la carne. Dunque la carne che opera divinamente è il salterio; la carne umana che patisce è la cetra.
Suoni il salterio: siano illuminati i ciechi, odano i sordi, si rafforzino i paralitici, camminino gli zoppi, si rialzino gli infermi, risorgano i morti: questo è il suono del salterio. Suoni anche la cetra: abbia fame, abbia sete, dorma, sia catturato, sia flagellato, sia deriso, sia crocifisso, sia sepolto.
Quando dunque vedi in quella carne alcune cose risuonare dall’alto e altre dal basso, una sola carne è risorta, e in quella sola carne riconosciamo sia il salterio sia la cetra. E questi due generi di opere hanno riempito il Vangelo e sono annunciati tra le genti: infatti si predicano sia i miracoli sia le passioni del Signore.