Una scena di anfiteatro è quella rappresentata su un graffito tracciato su uno dei muri di una villa romana scoperta sotto la basilica di San Sebastiano, a Roma. Si tratta di un semplice schizzo, opera ingenua di un bambino o, almeno, di un non professionista. Vi si scorgono due paia di gladiatori che combattono al suono di un organo idraulico, una tromba e un corno. A sinistra il tubicen soffia nel suo strumento che tiene inclinato verso il basso; a destra il cornicen suona stando in piedi. Tra questi due musicisti, su un piano leggermente posteriore, è installato l’organo. Questo comporta uno zoccolo assai elevato a sorreggere una cisterna ad acqua più alta che larga; su ciascun lato si trovano le pompe di cui sono visibili le bielle. Le leve sono manovrate da due persone in corte vesti, che le sorreggono con le due mani. La parte superiore dei cilindri sembra unita al somiere, molto piatto, ai lati del quale si vedono le sagome di due giovani il cui ruolo ci sfugge. Sono presenti all’incirca dodici canne mantenute da una barra trasversale obliqua che si appoggia a due montanti verticali.
Il graffito della Via Appia
Ricostruzione digitale mediante intelligenza artificiale a partire da fotografia a bassa risoluzione
Data:
tra II e III secolo d.C.
Ubicazione:
Non documentata
Autore:
Anonimo (ingenuo, forse bambino/non professionista)
Tecnica e materiali:
Graffito murale (schizzo semplice)
Dimensioni:
Non documentate
Provenienza:
Via Appia, Roma (contesto domestico romano)
Fonti:
L’organo ellenistico-medioevale di Jean Perrot