Questo piccolo frammento di ceramica dovrebbe provenire dalla Villa Ludovisi e sarebbe stato ritrovato negli ultimi anni dell’ultimo secolo (leggi Ottocento. N.d. T.).
In primo piano un uomo dalla folta capigliatura sembra declamare o salutare, il braccio destro disteso, la mano sinistra poggiata sulla fascia di una ricca toga picta. Dietro a costui si nota una grande porta decorata a due battenti, forse quella di un tempio o di un teatro. Alla sua sinistra ma su un piano nettamente posteriore è raffigurato un organo: è un organo idraulico, con una cisterna ad acqua ornata da volute. Doveva esserci di sicuro una pompa sulla destra ma, sfortunatamente, la ceramica è tronca in quel punto. L’addetto ai mantici però è ben visibile: è un fanciullo, e sta come insufflando con la mano destra, mentre con il gomito sinistro si appoggia sul somiere. Quest’ultimo sembra comprendere due parti parallele, una in basso contenente il meccanismo, l’altra in alto rispondente alla tavola superiore che supporta le canne mantenute dalla barra trasversale, sette in tutto. Anch’egli appare assai capelluto: tutto preso dal suonare, sorveglia con attenzione i gesti del personaggio principale. La maggioranza degli autori fa di questi un cantore. È possibile, ma notiamo la sua bocca che appare chiusa. Non si tratta piuttosto di un attore che si fa acclamare davanti all’ingresso di un teatro?