repertorio dell'organo antico e medievale

Il portale del Giudizio Universale alla Cattedrale di Leòn

Miguel Hermoso Cuesta, CC-BY-SA-4.0, via Wikimedia Commons

Data: XIII secolo
Ubicazione: Cattedrale di Leòn, Spagna
Autore: Anonimo (bottega di scultori gotici castigliani)
Tecnica e materiali: Scultura in pietra policromata (calcare locale con tracce di policromia originale)
Dimensioni: Portale centrale ca. 10-12 m di altezza complessiva (compresi il timpano e gli archivolti)
Provenienza:

Cattedrale di Leòn, Spagna

La Cattedrale di Leòn è definita la “pulchra leonina” per la bellezza e la purezza del suo stile ed è considerata un capolavoro del gotico in Spagna. La scena del giudizio Universale compare sul profondo portale centrale della facciata. Nella fascia centrale del timpano vediamo il Cristo in trono, con la corona sul capo, che mostra le ferite della crocifissione e poggia i piedi sulla città santa, la Gerusalemme celeste. Lo affiancano due angeli che hanno nelle mani gli strumenti del supplizio: la colonna e il flagello, la lancia, la tunica, la croce e i chiodi. Altri due angeli al vertice del timpano reggono la corona di spine. Dietro gli angeli sono inginocchiati la madre Maria e l’apostolo Giovanni impegnati in un’accorata preghiera di intercessione per i risorti. Sull’architrave sono raffigurati i luoghi della beatitudine e del supplizio. Al centro vediamo l’arcangelo Michele che pesa le anime sulla bilancia a doppio piatto. A sinistra un angelo accoglie un personaggio che ha superato la prova e lo introduce in un’anticamera dove un re conversa amabilmente con un gruppo di frati e un organista suona musica sacra. Più avanti gli eletti si dirigono in corteo verso il Paradiso. Vediamo un pellegrino col bordone, alcuni monaci col saio e cappuccio, un nobile elegantemente vestito, un vescovo con la mitra. Giunti alla ‘porta stretta’, gli eletti ricevono da un angelo la corona di giustizia. Un papa con la tiara è costretto a inchinarsi per entrare ed è subito dopo accolto da San Pietro. Sull’altro lato dell’architrave vediamo un demonio scimmiesco e peloso che s’impadronisce con violenza di un dannato. Seguono tre diavoli che trasportano sulle spalle i dannati e li gettano a testa in giù dentro due pentoloni che bollono sul fuoco vivo, alimentato dai mantici. Tra questi dannati è una donna nuda dai seni turgidi, avvolta nelle spire di un serpente che le morde il sesso. All’estremità destra dell’architrave tre teste demoniache divorano membra umane. L’Inferno si prolunga sulle vicine formelle dei tre archivolti del portale. Qui vediamo un demonio seduto su una coppia di adulteri, i peccatori torturati con i raffi, i dannati nella caldaia assalita da rospi e animali immondi, il contrasto tra angeli e diavoli per il possesso delle anime. I tre archivolti completano la visione del giudizio con le scene della risurrezione della carne e con i cori degli angeli e dei martiri. La cornice più esterna propone una serie di scenette dove gli angeli aiutano i risorgenti a uscire dai loro sepolcri e li indirizzano alla visione del giudice. La cornice mediana propone scene di santi martiri. Vi troviamo, tra gli altri, Stefano, Margherita di Antiochia con il drago ai piedi, Chiara d’Assisi in abito monacale, Pietro crocifisso a testa in giù, Andrea con la croce, Lorenzo sulla graticola. I protagonisti della cornice interna sono gli angeli. Vediamo in alto il serafino con sei ali, affiancato dagli angeli tubicini che suonano le trombe della resurrezione dei morti. Altri angeli introducono gli eletti alla presenza del giudice. Il portale centrale del transetto destro della Cattedrale è decorato dalla scena della Majestas Domini descritta nel quarto capitolo dell’Apocalisse. Il Cristo coronato siede sul trono al centro della composizione, con i piedi poggiati sulle architetture della Gerusalemme celeste, la mano destra benedicente e il libro della sua Parola poggiato sul ginocchio sinistro. Ai lati sono i quattro evangelisti, seduti sullo scrittoio, impegnati a trascrivere le parole dettate da Gesù. Li precedono i loro simboli: l’angelo di Matteo, il leone di Marco, l’aquila di Giovanni e il bue di Luca. In alto, sulle nuvole, volano gli angeli che cantano la gloria di Dio e lo incensano con i loro turiboli. Nel registro basso sono ritratti i dodici apostoli, guidati da Pietro che regge le chiavi del Regno. Sulla prima cornice è il coro degli angeli ceroferari, ritratti in ginocchio e con i ceri accesi. Sulla seconda cornice siedono i ventiquattro anziani dell’Apocalisse. Ciascuno di loro è fornito di uno strumento musicale con il quale intona il ‘canto nuovo’ di Ap 5.