Può indurre che l’opera è stata realizzata a quattro mani, il cartello che l’accompagna è un po’ ambiguo. In realtà, il trittico che si può vedere attualmente è il risultato di un assemblaggio eterogeneo, realizzato intorno al 1883, a partire da diversi pannelli di due polittici di Asciano: un’Assunzione dipinta da Giovanni di Paolo per la chiesa di Sant’Agata, e due pannelli laterali (Sant’Agostino e San Michele) dipinti, questi, da Matteo di Giovanni per la chiesa di Sant’Agostino.
Il Polittico di Asciano, dipinto da Matteo di Giovanni, è stato smembrato nel XIX secolo; il suo pannello centrale (anche un’Assunzione) è quindi partito per l’Inghilterra dove si trova ancora (Londra, National Gallery); gli altri, tranne i due pannelli laterali, sono ormai sparsi in varie collezioni in tutto il mondo ((Vedi: “La taltare di Asciano: ipotesi di ricostruzione” nell’articolo dedicato al Polittico di Asciano di Matteo di Giovanni)).
Il pannello dell’Assunzione della Vergine dipinto da Giovanni di Paolo proviene invece da una terza tala, il Polittico di San Galgano, anch’esso smembrato, di cui costituiva la parte centrale (i pannelli laterali e la predella di questo polittico sono oggi visibili alla Pinacoteca Nazionale di Siena).
Le due immagini dell’Assunzione, quella di Matteo di Giovanni, a Londra, così come quella di Giovanni di Paolo, qui stesso, si ispirano al modello dipinto all’Antiporto di Camollia, a Siena, affresco oggi perduto, che si attribuisce a Simone Martini, sebbene quest’ultimo non abbia avuto la possibilità di completare l’opera di cui era il disegnatore, così come l’autore del disegno incompiuto.
La fedeltà dei pittori sienesi ai grandi modelli che hanno costituito l’identità civica della città è tale che la struttura di questa Assunzione di Giovanni di Paolo, derivata da quella di Simone Martini, è grosso modo la stessa dell’opera di Matteo di Giovanni di cui ha ormai preso il posto nella presentazione del Museo di Asciano.
Al centro del pannello, sull’asse di simmetria, dipinta più grande di tutti gli altri personaggi per affermare la sua preminenza su di loro, Maria è vestita del mantello bianco che indossa sempre quando è rappresentata come Vergine dell’Assunzione (È d’altronde come Vergine dell’Assunzione che Maria è considerata Patrona e Protettrice della città di Siena. La ragione di questa scelta risiede nel fatto che le autorità civiche che avevano pronunciato questo voto ritenevano che durante l’Assunzione, Maria si avvicinasse al Dio presso il quale sarebbe stata d’ora in poi chiamata ad essere il loro intercessore, funzione senza dubbio facilitata dalla vicinanza.)). Questo è riccamente ornato, segno che la Vergine si dirige verso il cielo di cui è chiamata ad essere la sovrana. Questo mantello è leggermente diviso all’altezza del ventre materno che indica discretamente, per ricordare che ha miracolosamente indossato Cristo. È circondata da serafini che formano una sorta di trono evanescente che la porta verso il cielo mentre un cerchio di angeli musicisti ereditati direttamente da Simone Martini accompagna questa salita di un movimento ondulatorio.
Rimasto sulla terra, nella parte bassa dell’opera, su questo asse di simmetria, Tommaso, che tuttavia ha già toccato la ferita di Cristo per vincere una prima volta la sua incredulità, riceve, conformemente alla leggenda, la cintura che la Vergine ha lasciato sfuggire alla sua intenzione, mentre ha appena lasciato la tomba che ora vediamo vuota.
Man mano che lo sguardo sale verso l’alto dell’immagine, e allo stesso ritmo si avvicina il firmamento, gli angeli musicisti lasciano il posto ai santi e ai profeti dell’Antico Testamento, segno dell’imminenza della fine del viaggio. In alto, come si deve, appare la figura di Cristo, le braccia spalancate, che si prepara ad accogliere Maria nel suo regno.
Le immagini dell’Assunzione della Vergine avevano un’importanza particolare a Siena, ed era sconso, per le città poste sotto il dominio di quest’ultima (questo era il caso di Asciano nel XV secolo), che la commissione di una grande palpa con un’immagine così sorprendente esprimeva anche la loro fedeltà al governo della città.
Resurrezione della Vergine di Giovanni di Paolo
Francesco Bini, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Data:
1385
Ubicazione:
Museo di Palazzo Corboli ad Asciano, Siena
Autore:
Giovanni di Paolo (pannello centrale dell’Assunzione)
Tecnica e materiali:
Tempera e oro su tavola
Dimensioni:
Non documentate
Provenienza:
Chiese di Asciano (Sant’Agata, Sant’Agostino) e Siena; smembrati nel XIX secolo, ispirati al modello perduto di Simone Martini all’Antiporto di Camollia
Fonti: