repertorio dell'organo antico e medievale

L’obelisco di Teodosio

Francesco Bini, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Data: 390
Ubicazione: Piazza Sultanahmet, Istanbul, Turchia
Autore: Anonimo (scultori dell’epoca)
Tecnica e materiali: Bassorilievi scolpiti in pietra (o marmo)
Dimensioni: Non documentate
Provenienza:

Originariamente al centro dell’ippodromo di Bisanzio (oggi Istanbul, Turchia)

Alla base dell’obelisco, fatto erigere nel 390 da Teodosio il Grande nel centro dell’ippodromo di Bisanzio, si trovano scolpite diverse scene circensi: una di queste mostra un’orchestra composta di diversi strumenti, siringhe, aulos e due organi. L’imperatore sta eretto in piedi nel pulvinar attorniato dai suoi dignitari, tenendo nella mano destra la corona che sta per offrire al vincitore. Sotto di lui, davanti a una quarantina di spettatori, le danzatrici trascinate dalla musica compiono le loro evoluzioni. Ciascun organo trova posto alle due estremità dell’orchestra, tuttavia non si tratta però di organi idraulici: l’aspetto è del tutto diverso, essendo questi strumenti alimentati da grandi mantici. L’organo di destra è composto da undici canne mantenute da una barra obliqua e comporta un somiere che gli serve da base, collegato per mezzo di un lungo tubo a un voluminoso mantice sul quale sono saliti due fanciulli. L’organo di sinistra è pressoché identico, tuttavia non possiede che otto canne le cui bocche sono ben visibili. L’organista infila la testa proprio a lato delle canne acute e sullo stesso lato viene raffigurato il mantice su cui trovano posto due fanciulli.

Il sistema di ventilazione di questi due organi pone un imbarazzante problema. Non ci sembra che i mantici rappresentati qui siano dei generatori di vento, dato che non si possono facilmente immaginare dei giovani addetti costretti a sollevare la tavola superiore per riempirli di aria subito prima di salirvi sopra in fretta e furia per svuotarli. In tutti i modi l’organo non sarebbe stato in condizione di suonare così che per un breve istante. Ci sembra invece più verosimile immaginare che altri mantici mossi manualmente producessero il vento, sospinto poi, per mezzo di condotti, in quelli che figurano sul bassorilievo. Questi ultimi avrebbero giocato così il ruolo di regolatori-compressori, il peso dei fanciulli facendo l’ufficio di pietre poste sui mantici degli organi odierni.