Questo passo degli Annales Regni Francorum documenta uno dei primi riferimenti all’organo in ambito franco. Lo strumento compare come dono inviato dall’imperatore Costantino al re Pipino nel 757.
757. L’imperatore Costantino inviò al re Pipino molti doni, tra i quali anche un organo; essi giunsero a lui nella villa di Compiègne, dove allora teneva l’assemblea generale del suo popolo. Lì venne anche Tassilone, duca dei Bavari, con i principali del suo popolo e, secondo l’uso franco, si raccomandò con le proprie mani nelle mani del re in condizione di vassallaggio, impegnandosi alla fedeltà tanto verso lo stesso re Pipino quanto verso i suoi figli Carlo e Carlomanno, come un vassallo deve essere, con retta intenzione e salda devozione, nei confronti dei suoi signori.
Così il suddetto Tassilone confermò (il giuramento) sopra le reliquie dei santi Dionigi, Rustico ed Eleuterio, nonché di san Germano e di san Martino, promettendo di mantenerlo per tutti i giorni della sua vita, come aveva giurato con i sacramenti; allo stesso modo anche i suoi uomini più anziani, che erano con lui, lo confermarono, come è stato detto, nei luoghi sopra nominati e in molti altri.