Il testo descrive un organo a tiranti rappresentato nella Bibbia di Stefano Harding, abate di Cîteaux, datata tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. L’illustrazione mostra il re Davide seduto con l’arpa e lo scettro, affiancato da diversi musicisti, tra cui un organista dal tratto semplice, seduto e con la schiena piegata. Lo strumento ha un somiere spesso sostenuto da due grandi portavento obliqui che fungono da piedi, collegati a un conflatiorium che riceve l’aria da dodici mantici, anche se non tutti sono visibili nel disegno.
Il somiere sostiene due file di otto canne coniche, con la parte acuta a sinistra dell’organista. Queste canne presentano aperture quadrangolari a media altezza, il cui ruolo esatto non è chiaro; probabilmente sono analoghe alle fessure dei flauti armonici, come riconosciuto in alcuni esemplari del Museo di Napoli. La tastiera è ben raffigurata con otto tasti a tiranti, lunghi e verticali, anche se quest’ultima caratteristica è probabilmente un errore prospettico dell’artista.
Un dettaglio importante è che ogni tasto è marcato con una lettera secondo le indicazioni dell’Anonimo di Berna per aiutare l’organista. La scala rappresentata è diatonica con l’aggiunta del Synemmenon, indicata da lettere come C, D, E, F, G, a, b, b quadrato. Nell’immagine, l’organista sta premendo il tasto D e si prepara a tirare F, anche se l’ordine delle lettere non corrisponde a quello delle canne, segno di un’incongruenza nel disegno.
La Bibbia di Stefano Harding
Bibliothèque municipale de Dijon
Data:
fine XI – inizio XII secolo
Ubicazione:
Biblioteca Municipale di Digione, Francia
Autore:
Anonimo (manoscritto attribuito al periodo cistercense)
Tecnica e materiali:
Disegno a inchiostro (qualità buona, tratti grossolani per le figure umane)
Dimensioni:
Non documentate
Provenienza:
Abbazia di Cîteaux, Francia
Fonti: